Prana Viveka Yoga - Luigi Lacchini - naturopatia ayurvedica e psicologia dello Yoga e del Tantra

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Prana Viveka Yoga

Pubblicazioni2
Luigi Lacchini - 2018

Prana Viveka Yoga
lo yoga dell'energia e della consapevolezza

 
 
 
    
Quando ho creato il “Body, Touch & Care Method” mi sono reso conto dell'importanza di disporre di una tecnica di bodywork attivo che consentisse di realizzare sessioni di “body meditation”.
La mia personale vicenda esistenziale, che in oltre quarant'anni di percorso si è nutrita di Taoismo, Kungfu, Yoga e Tantra, mi ha portato a ritenere che in ciascuna di queste Vie, ci siano strumenti eccezionali per il lavoro psicosomatico ed energetico, tutti dotati di proprie peculiarità. A tutti questi specifici apporti non volevo rinunciare per rinchiudermi solamente in uno di essi, per quanto “nobile”. Da qui l'idea di creare una forma di bodywork attivo che facesse incontrare tutte queste forme di meditazione corporea, che avevo sperimentato per più di quarant'anni. In sostanza, l'ambizioso progetto di creare una forma di yoga che parlasse alle donne e agli uomini occidentali di oggi e si integrasse in modo armonico e coerente con la struttura del “Body, Touch & Care Method”
Il frutto di questo sforzo creativo, iniziato nel 2004, è “Prana Viveka Yoga” è una forma di Yoga nuova e antica al tempo stesso. Da una parte modifica e integra la pratica dello yoga per renderla più aderente alle esigenze e alla mentalità degli uomini e delle donne occidentali dei nostri giorni e per “aggiornarla” ad una più raffinata consapevolezza energetica e psicosomatica, dall'altra si rifà alle basi filosofiche e sapienziali dello Yoga, del Tantra e del Taoismo, per non banalizzare una Via spirituale riducendola, come purtroppo spesso accade, a una semplice attività fisica o di benessere.

Cos'è il “Prana Viveka Yoga”

Il nome stesso “Prana Viveka Yoga” ne chiarisce gli intenti e gli obiettivi.
Prana” è il termine con cui nel mondo indiano si definisce l'energia vitale, quell'X misterioso e sfuggente che la cultura cinese chiama “Qi” e quella giapponese “Ki” e che, secondo queste filosofie, costituisce l'essenza stessa della vita.
L'occidente, dopo aver a lungo deriso queste concezioni vitalistiche, negli ultimi vent'anni sta riconsiderandole assai più seriamente, alla luce di esperienze empiriche, ricerche scientifiche e modelli teorici che sembrano confermarne la plausibilità.
Le discipline orientali hanno sempre avuto al centro della loro attenzione l'energia, o meglio il binomio energia-informazione, perché, in sé, l'energia è cieca, se non è finalizzata a qualcosa e quindi “informata” in una direzione progettuale.
Il “Prana Viveka Yoga” ha quindi come obiettivo primario quello di far sperimentare, risvegliare, potenziare e dirigere consapevolmente l'energia vitale di chi lo pratica. Il Prana diviene perciò una risorsa da utilizzare consapevolmente sia sul piano fisico che su quello psichico e spirituale.
Viveka” significa “discernimento”, capacità di discriminare fra diverse esperienze e quindi, piena consapevolezza. Perciò sia consapevolezza corporea, del corpo fisico, che consapevolezza energetica, ovvero del cosiddetto “corpo sottile”. Piena consapevolezza significa, in altri termini, addestramento alla totale presenza nella realtà del qui e ora in cui si vive e quindi, nella sostanza, meditazione.

Le tre dimensioni del Prana Viveka Yoga

Perciò il “Prana Viveka Yoga” è la Via dell'energia e della consapevolezza meditativa e, proprio per essere aderente alla radice delle antica discipline orientali, opera su tre fronti:
  • il corpo
  • la psiche
  • lo spirito
 

a) dimensione fisico-energetica

Innanzi tutto è una disciplina che aiuta progressivamente a vivere il e nel proprio corpo con una presenza piena e consapevole. La parte più fisica di questo yoga non prevede solo asana statiche, come nell'hatha yoga, ma anche e soprattutto esercizi dinamici, sia lenti (chandra) che veloci (surya), corrispondenti a quelli che in termini cinesi definiremmo ambiti yin e yang. Inoltre, accanto al movimento strutturato, viene utilizzato anche il movimento libero guidato dalla stimolazione sonora o modulato nel silenzio (proveniente dalla tradizione tantrica di Thandav).
Grande attenzione viene riservata al coordinamento dei movimenti con la respirazione e, in altri casi, con il coordinamento tra movimento, respirazione ed emissione di suoni. Infine, sempre per finalità energetiche si utilizzano mudra, ossia particolari posizioni delle mani e delle dita che attivano specifiche energie e portano alla consapevolezza peculiari informazioni.

b) dimensione psichica
Il lavoro sulla psiche viene svolto sia in maniera innovativa che tradizionale. Il modello psicologico e pedagogico è quello della psicologia yogico-tantrica.  Il lavoro concreto sull'evoluzione individuale viene effettuato ricorrendo a tre strumenti:
  • la riflessione sui principi etici base che accomunano le tre grandi scuole “psicologiche” dell'India: lo Yoga, il Buddhismo e il Tantra. Questi principi ovviamente non sono presentati nella forma del “dovere”, ma in quella della possibilità evolutiva e vengono modulati in un continuum che va dalle forme minimali alle modalità più forti, che hanno caratterizzato solitamente i grandi maestri;
  • la forma più innovativa di lavoro sulla centratura psichica consiste nella meditazione pratica su grandi archetipi, che contribuiscono alla creazione dell'identità, modulano il rapporto con gli altri, quello con il cosmo e aprono infine alla dimensione sovrapersonale. Il lavoro sugli archetipi è eminentemente pratico e consiste nell'introdurre nella quotidianità particolari punti di vista, nonché  uno “stile” nuovo per fare ciò che facciamo di solito. Non quindi “tecniche” separate dalla vita,  ma modalità creative per vivere diversamente le cose di ogni giorno;
  • infine viene proposta una sorta di “coaching” che si serve dei grandi principi di gestione della quotidianità condivisi dalle grandi sapienze orientali.
 

c) dimensione spirituale
La parte spirituale del Prana Viveka Yoga non consiste ovviamente nell'adesione ad alcuno specifico credo religioso, né richiede atteggiamenti fideistici nei confronti di presunte “verità”. Semplicemente cerca di fornire strumenti per entrare in una dimensione sovrapersonale che apra alla compassione e alla percezione del legame che unisce tutti gli esseri. In questo contesto ciascuno vivrà le esperienze a cui è chiamato senza alcuna interferenza né direzionalità da parte di chi accompagna la Via.
Gli strumenti che vengono utilizzati in quest'ambito sono anch'essi un mix proveniente dalle tradizioni yogica, buddhista e tantrica. Fondamentalmente tre tipologie di meditazione:
  • quella concentrativa (dharana/samatha) utilizzando “semi” meditativi di tipo tantrico (mantra, yantra, corporeità, respirazione, ecc.);
  • quella di apertura (dhyana/vipassana), sia strutturata che libera, statica e in movimento (camminata zen);
  • quella di gentilezza amorevole (metta).
 

Alla luce di tutto questo, Prana Viveka Yoga si propone come l'occasione per un percorso evolutivo integrale, portato avanti con sorridente gentilezza e leggerezza dei modi e tenace serietà nella sostanza.
 
 
Per approfondire...

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